PDF Intelligenza emotiva: Che cosè e perché può renderci felici (BUR grandi saggi) (Italian Edition)

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Intelligenza emotiva: Che cos'è, perché può renderci felici [Daniel Goleman, Collana Prima edizione edition (); Language: Italian; ISBN
Table of contents



Quaeso quid inspiciant oculi, quem, nata, requirant? Currat, stet, sedeat, fleat, intret et exeat alter, sola meis oculis dulcis imago redit. Te fugiente errans aliena per oscula curram et super ora gemens ubera sicca premam. De facie infantum plorantia lumina lambam et teneras lacrimas insatiata bibam. Tali potu utinam vel parte refrigerer ulla, aut plorata avide mitiget unda sitim! Quidquid erit, crucior; nulla hic medicamina prosunt, vulnere distillo, Gelesvintha, tuo. Qua, rogo, nata, manu cara haec coma pexa nitebit?

Quis sine me placidas lambiat ore genas? Quis gremio foveat, genibus vehat, ambiat ulna? Sed tibi praeter me non ibi mater erit. Quod superest, timibundus amor hoc mandat eunti: Quindi Venanzio ci consegna la scena maestosa e asciutta del distacco, un capolavoro di pathos vv. Ora madre e figlia devono separarsi: Haec extrema tamen loquar et memoranda dolori: Tramite la voce narrante, Venanzio esprime tutta la sua compassione: A soccorrere il poeta interviene la retorica e Venanzio costruisce un quasi perfetto verso olonomastico, figura a lui tanto cara Hinc pilente petens loca Gallica Gelesvintha stabat fixa oculis tristis eunte rota.

E contra genetrix post natam lumina tendens, uno stante loco, pergit et ipsa simul. Tota tremens, agiles raperet ne mula quadrigas, aut equus impatiens verteret axe rotas, sollicitis oculis circumvolitabat amantem, illuc mente sequens qua via flectit iter.

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Saepe loquebatur quasi secum nata sederet, absentemque manu visa tenere sinu. Prendere se credens in ventos brachia iactat, nec natam recipit, sed vaga flabra ferit. Inter tot comites unam spectabat euntem, sola videbat iter qua suus ibat amor. Plus genetrix suspensa animo quam filia curru: Donec longe oculo spatioque evanuit amplo nec visum attingit, dum tegit umbra diem. Ipsa putat dubios natae se cernere vultus, et cum forma fugit, dulcis imago redit. O nomen pietate calens, o cura fidelis, quamuis absenti quid nisi mater eras?

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Fletibus ora rigans, lamentis sidera pulsans, singula commemorans dulcia dura pia, mobilis impatiens metuens flens anxia mater, quid sequeris lacrimis? Nella seconda parte del componimento Venanzio descrive il viaggio compiuto da Gelesvinta per raggiungere le terre del marito vv. Cur hinc lactis opem produxit vena mamillae? Sempre secondo Gregorio, Fredegonda era stata la causa del suicidio di Meroveo, un altro figlio che Chilperico aveva avuto da Audovera Tuttavia Venanzio si spinge oltre e dichiara: La critica ha molto dibattuto, e con posizioni divergenti, sulla posizione di Venanzio.

Fu semplicemente adulatore oppure fu un uomo debole piegato a compromessi, o, ancora, fu poeta convinto del suo ruolo di vate e fiducioso che nei propri eulogia i suoi barbari mecenati potessero trarre sottese indicazioni di comportamento39? In questo carme Venanzio si rivolge al re Chilperico ma sembra avere sempre lo sguardo anche sulla regina. Poi inizia la consolatio: Della regina senza scrupoli e colpevole delle atroci azioni registrate da Gregorio svaniscono i contorni, resta una madre sbigottita di fronte a un lutto insopportabile.

Nello slancio di confortare i genitori, Venanzio tratteggia poi una breve ma vivissima scena che vorrebbe accendere loro come un sorriso di orgoglio. Egli descrive infatti i due figli in Paradiso davanti a Dio, belli e lucenti come oggetti preziosi: Poi il poeta si figura il giorno della resurrezione, quando i genitori potranno rivedere i loro figli. Ille tibi poterit de coniuge reddere natum, cui pater adludat, ubere mater alat, qui medius vestri reptans per colla parentum regibus et patriae gaudia longa paret Nel celebre De excidio Thoringiae app.

Sorte gravi minus est nati sic perdere vitam: In epoca merovingia diverse furono le madri reggenti come Brunechilde: Oltre alle due cognate, ancora in epoca merovingia, madri reggenti furono: Tra costoro Baltilde fu anche fatta santa, come in seguito la ricordata Adelaide. Per tornare a Brunechilde, Venanzio si sofferma sulla donna in sei componimenti, tutti dettati da occasioni ufficiali e pertanto improntati a quello stile solenne e celebrativo che tali situazioni imponevano.

Fino a qui dunque osservazioni canoniche per la descrizione di una ragazza, quali ci si aspetta di reperire in un epitalamio. Hoc quoque virgo cupit, quamvis verecundia sexus obstet: La dea non si risparmia in apprezzamenti: Ancora una volta interviene la luce a fornire elementi di positiva connotazione: Venere osserva inoltre che al confronto con Brunechilde persino le gemme preziose debbono ritrarsi e Venanzio con barocco preziosismo le sciorina in uno dei suoi versi olonomastici: Venanzio esorta il re a rallegrarsi della sua straordinaria regina: Il nesso ovidiano nobilitate potens met.

Nei quattro rimanenti carmi, come anticipato, Venanzio si sofferma sul ruolo di regina madre in quanto attiva collaboratrice al fianco del figlio: X, 7; X, 8; X, 14; app. Il carme X, 7 35 distici , indirizzato al re Childeberto e alla regina Brunechilde, fu composto dopo il , in occasione della festa di san Martino In esso il poeta augura ai sovrani che quel santo che ha compiuto tanti miracoli sia benevolo con loro che lo venerano e lo celebrano. Auspica quindi che Martino conceda una discendenza a Brunechilde, madre e nonna: Il poeta ha ancora parole per la regina relativamente alle sue speranze circa la figlia Clodosinda e la nuora Faileuba: In chiusura di carme Venanzio si rivolge a Brunechilde vv.

Sic quoque te erudiat, regat et sic tramite ducat, actibus ipsa piis ut sibi iuncta mices Significativi i congiuntivi ottativi erudiat, regat Il poeta esordisce con le lodi dei sovrani: De Childeberto dulcedine flore salute fructum habeas genetrix, plebs sua vota videns. De nata atque nuru cumulet tibi dona Creator cumque pio merito stes placitura Deo Infine una vera e propria apoteosi di Brunechilde quale mater regni si individua nel carme app. Regia progenies, praecelsi et mater honoris undique regnantum cincta decore pio I tre successivi distici celebrano i due figli della regina: Illos auditu, hos visu laeta recensens, praesens hinc gaudens, inde sed aure favens subque tuis cernens regiones mater utrasque cum populo et patria laetificeris ava A esergo della concezione di Venanzio circa questo tema, pongo quanto il poeta scrive di una ragazza miracolata da san Medardo, la quale per riconoscenza e voto lascia il ragazzo a cui era fidanzata per consacrarsi a Dio II, 16, vv.

Nec fructus uteri sterilis deperdit honesti, flore pudicitiae mater habenda placet. Adquirit cunctos natum quae non habet unum progeniemque sibi gignit amore Dei Esse incarnano un largo spettro di situazioni e a grandi linee si possono catalogare in due tipologie: Un distico dipinge poi Maria che allatta al seno il figlio divino vv. Il latte, come sangue, si presta infatti a divenire simbolo di vita Non potevano naturalmente sussistere premesse per una unione felice. Radegonda appartiene naturalmente alla categoria delle regine sante, ma agli occhi del poeta fu innanzitutto una madre spirituale e non per caso Giselle De Nie la considera come la prima figura di madre spirituale Ma la donna compare molto spesso nei versi di Venanzio che le ha dedicato numerosi carmi Radegonda e Germano sono per il poeta fonte di vita cristiana, genitori dunque, in quanto lo generano alla vera vita.

Sono tutti carmi di natura occasionale, nugae si potrebbe dire, di breve estensione, espressione di stretta confidenza e di autentico sentimento, caratterizzati da temi personali e da un tono lieve e spontaneo. Il carme XI, 7 6 distici bene disegna questa relazione trilatera. Inizio con il carme XI, 3, vv. Hanc tibi non uterus natam, sed gratia fecit; non caro, sed Christus hanc in amore dedit. Quae sit in aeternum tecum, tibi contulit auctor, perpetuam prolem dat sine fine pater.

Felix posteritas quae nullo deficit aevo, quae cum matre simul non moritura manet! Con simile atteggiamento Venanzio si esprime anche in app. Ancora in XI, 3, vv. Agnese e Venanzio sono venuti al mondo come se Radegonda li avesse generati con un unico parto dalle sue caste viscere e come se essi fossero stati allattati dallo stesso latte prodotto dalle care mammelle della santa donna vv. E ancora al carme app. Nei versi si affiancano il senso del gusto e quello della vista: Su tutto scorre la fragranza del miele, che insaporisce le pietanze e che stilla dalla santa bocca di Radegonda Il cibo evoca naturalmente ovvie estensioni metaforiche.

A vobis absens colui ieiunia prandens, nec sine te poterat me saturare cibus. Pro summis epulis avido tua lingua fuisset, replessent animum dulcia verba meum Nel carme XI, 15 Venanzio ringrazia la madre e la sorella per avergli inviato del latte che anche san Paolo raccomandava per fortificare gli spiriti indeboliti. Nel XI, 20, che non mostra indizi per decifrarne la destinataria, il poeta confessa che la donna aveva prescritto a lui, forse convalescente, di nutrirsi alla sera di due uova, invece egli ne ha bevute addirittura quattro.

Le parole di Ovidio si piegano a esprimere una diversa natura di amore, quello, filiale e fraterno, che il poeta nutre per Radegonda in quanto madre e per Agnese in quanto sorella. Amore pio scrive Venanzio app. Quam locus ille pius qui numquam abrumpit amantes, quo capiunt oculis quos sua vota petunt in medio posito bonitatis principe Christo, cuius amore sacro corda ligata manent!

Ancora al mondo animale si ispira Venanzio per un altra similitudine costruita per il vescovo Bertrando, che al poeta e a tutti i suoi fedeli dimostra un amore di padre ma anche una cura di madre III, 17, vv. Il poeta per questo gesto paragona il prelato a una rondine che sotto la sua ala riscalda e protegge i suoi piccoli ancora implumi: In questo stesso carme, a v.

La filia Agnese diviene mater del monastero, delle consorelle e della stessa Radegonda. Il poeta si discosta dalle asciutte e fidenti asserzioni dei Padri: Dolore e pianto sono protagonisti di questa sezione Inter anhelantes animae seu corporis aestus in dubio pendens stamine fessa salus, quando suis iaculis uteri laesura tumescit atque voluptatis morbida crescit hydrus. Ultra hominis habitum tantum cutis effera turget, ut pudeat matrem hoc quod amore gerit.

Se fugit et propriis verecunda parentibus aufert, donec depositum sarcina solvat onus Poi il poeta con vivido realismo si figura i dolori del parto vv. Victa puerperio membrorum porta fatiscit exit et ad lucem fors sine luce puer Piacciono a Venanzio i giochi etimologici: Il tema paradossalmente tragico della nascita di un bambino morto doveva colpire in modo speciale le corde del poeta che con forte pathos ancora vi ritorna vv.

Sin vivat genitus genetrix se oblita requirit tristis et ad natum lumina lassa trahit. Respicit expositum, nec iam sua mater, alumnum: Tristis decrepito damnat sua viscera luctu: Quid si vita manet pueri nec semper habenda? Aetas ad damnum crevit adulta suum Straziata, la donna non si rassegna alla perdita e, in un ultimo inutile gesto di accudimento, preme i suoi seni ormai vuoti sulle labbra del piccolo morto.

Ecco i versi Triste flagellatis genetrix orbata capillis defuncti in labiis ubera sicca premit; infundens lacrimas lamenta resuscitat ardens et gelidum corpus fonte tepente lavat. Dilacerat faciem, crinem aufert, pectora tundit; heu dolor armatus sic sua membra ferit Il poeta immagina poi il futuro della madre che ha perso il figlio. Alter si ploret, currat, stet, gaudeat infans, ante oculos nati ludit imago sui. Quem semel effudit, per cuncta momenta requirit nec miserae matris pendet ad ora puer De thalamo ad tumulum, modo candida, tam cito nigra ante quibus caluit frigida membra tenet, construit exequias perversaque vota celebrans exornat tumulum, heu, spoliando torum A rimarcare in questo senso gli aspetti positivi della vita virginale ancora interviene Venanzio: Callu, Paris, Les Belles Lettres, De vita sanctae Radegundis Baudonivia: Vitae Sanctorum, edidit B.

Gregorio di Tours, Storia dei Franchi: I Dieci Libri delle Storie, a c. Oldoni, Napoli, Liguori Editori, Liber Historiae Francorum, in Fredegarii et aliorum Chronica. Paolo Diacono, Storia dei Longobardi: Reydellet, Paris, Les Belles Lettres, Platina, Il piacere onesto: Faccioli, Torino, Einaudi, Venantii Fortunati Vita sanctae Radegundis: Santorelli, Napoli, Liguori Editore, Appendix carminum, a c.

Fortunato, Vite dei santi Ilario e Radegonda: Vita Desiderii Cadurcae urbis episcopi, edidit B. Y, and London, Cornell University Press. Internationale Tagung in Castelen bei August, Oktober , Basel, Schwabe, pp. Atti del Convegno Internazionale. Klapisch - Zuber a c. Il Medioevo, Roma - Bari, Laterza, pp. Saggi di letteratura, arte e musica, Roma, Viella, pp. Cassiodoro e Venanzio Fortunato, in Bougard, F.

Storia, lessici, fonti, Bologna, Moderna, pp. Racconti politici, Torino, Einaudi, pp. Revisiting the Sources, Aldershot, Ashgate Publishing, pp. Viaggio religioso, poetico, metaforico. Sponsa, mater, virgo Venanzio Fortunato tra Italia e Francia. Venanzio Fortunato e il suo tempo. Conversazioni e no, Napoli, Guida Editori, pp. Napoli, Liguori Editore , pp. Venanzio Fortunato ; Venanzio Fortunato, Opere, pp.

Per quanto concerne la circolazione di manoscritti tramandanti opere fortunaziane cfr. Hunt ; Stella , pp. Davies ; George Anche Gregorio di Tours lascia testimonianza della morte di questi due figli di Fredegonda e Chilperico in Hist. Guerra Medici, , pp. Sulla tipologia della madre reggente cfr.

Guerra Medici ; Urso , pp. Sulle sante regine cfr. Sulle madri spirituali cfr. Atkinson ; Urso , pp. Rouche, raccolti nella miscellanea allestita in occasione del quattordicesimo centenario della morte di Radegonda Gouilloteau ; Consolino ; Consolino , pp. Sulla Vita Radegundis di Venanzio, si vedano: Consolino ; Leclercq ; Leonardi Il testo si legge in De vita sanctae Radegundis Baudonivia.


  • Making Space: Creating a Home Meditation Practice;
  • Shirley: (Vollständige deutsche Ausgabe) (German Edition).
  • Pymes: reflexiones para la pequeña y mediana empresa en Colombia (Spanish Edition).

Su questa vita si vedano: Coudanne ; Consolino ; Leclercq ; Leonardi Una traduzione italiana si deve a Santorelli Venanzio accenna alla morte del fratello in Vita Radeg. Sul carme si vedano: LXX; Bisanti , pp. In effetti una puntuale ricognizione ha portato a registrarne una corposa presenza. Per quanto concerne il fletus: The best part of the poems of the Cambridge Songs probably derives from Germany and belongs to a period between IXth and XIth centuries. The 84 poems of the collection display a diversity of form, content and function.

The most recent classification divides the content of the Cambridge Songs in eight typologies: This paper deals on two political poems of the Cambridge Songs: Both poems are presented and analyzed with particular attention to the elements of form, language and style; they display also strict similarities in the structure and the conception of kingship.

La recente edizione, criticamente rivista sul ms. Apre il componimento — come altre volte nella silloge8 — un preambolo di carattere e tono musicale che contiene indicazioni sulla genesi del canto, accompagnato da musica, dalla combinazione di sinfonie celesti e armonie terrene passo non privo di riferimenti al commento di Macrobio al Somnium Scipionis di Cicerone 9. Il canto, ordinato dalla divina maiestas str. La fides e la pietas cristiane che lo contraddistinguono fanno di lui una perfetta recluta, assoldata dal Signore str.

Insomma, un vero e proprio miles cristiano, quasi un santo. Dio vuole che Corrado sia il devoto protettore delle chiese str. La parabola ascendente di Corrado, iniziata con la morte del padre e proseguita con la sua elezione a sovrano, giunge al suo culmine quando egli ottiene di essere nominato imperatore del Sacro Romano Impero, nel Le opinioni espresse - dagli studiosi, a tal proposito, si attestano su due posizioni: In particolare, lo studioso ha affermato: Alla penna di Vipone appartiene invece, e senza alcun dubbio, CC 33 Qui habet vocem serenam, hanc proferat cantilenam XI — sigla Bs —, f.

Analizzando con attenzione — almeno per la sezione in comune — le due redazioni, quella presente nei Gesta e quella dei CC e, lateralmente, anche quella trasmessa nel cod. Anche la Spagna, continuava Dronke, ha una lunga tradizione di sequenze, alcune delle quali usano delle tecniche versificatorie sconosciute al nord Europa, i cui primordi sono da rintracciare nella letteratura liturgica mozarabica del sec. Secondo Dronke non bisogna essere troppo rigidi sulla teoria delle origini della sequenza, dal momento che i titoli di melodie di alcune sequenze religiose dei secc.

IX-X svelano un mondo di canzoni profane. Dal punto di vista semantico molti termini del latino classico assumono un significato che rientra nella sfera religiosa cristiana: Esso si legge al f. Tutta la prima stanza, che funge da ritornello, viene poi ripresa alla fine di ogni strofa. Nominato nel duca di Baviera e nel anche duca di Svevia, egli ricevette il titolo di re di Borgogna il 14 aprile domenica di Pasqua del Egli li fece deporre tutti e tre nei sinodi di Sutri e di Roma dicembre ed elesse il suo protetto Sugiero, vescovo di Bamberga, che assunse il nome di Clemente II.

Da lui Enrico si fece incoronare imperatore il 25 dicembre di quello stesso anno. Ci pensano, dunque, Corrado ed Enrico a proteggere le sante chiese e a infliggere un colpo al demonio. Tunc in principali dominica Paschae consecratus et coronatus paschalem laetitiam triplicavit Qui di seguito fornisco la tabella comparativa dei loci similes che CC 3 e CC 16 condividono. A tal proposito, mi sembra abbastanza corretto e condivisibile quanto ha rilevato Jan M. Pregnanti sono i due dativi di interesse: Segnalo poi un cambio di genere del sostantivo dies che a str. Il poeta predilige, inoltre, uno stile ipotattico ricco di proposizioni relative e finali.

Caesarii Arelatensis Vita ab eius familiaribus conscripta, in Sancti Caesarii episcopi Arelatensis Opera omnia nunc primum in unum collecta, ed. The Cambridge Songs The Cambridge Songs Carmina Cantabrigiensia , ed. Ziolkowski, Tempe [Arizona], s. Die Cambridger Lieder Carmina Cantabrigiensia , hrsg. Strecker, Berlin, Weidmann, Il Canzoniere di Cambridge, a c.

Lo Monaco, Pisa, Pacini. Scriptores rerum Germanicarum separatim editi, Geburtstag, Sigmaringen, Thorbecke, pp. I, Wiesbaden, Steiner, pp. I, Cambridge, Cambridge University Press, pp. Terminologia, tassonomia, classificazioni della versificazione ritmica mediolatina, in E. Vogt, Heidelberg, Winter, , pp. II, 15, , pp. Ringrazio, per alcuni consigli e suggestioni, gli stessi allievi che hanno seguito attivamente le lezioni e, in particolare, la dott. Altre edizioni dei CC: Avverto qui, una volta per tutte, che le citazioni dai CC che ricorreranno in questo intervento saranno tratte da Carmina Cantabrigiensia Tra coloro che sembrano sostenere la candidatura di Vipone troviamo H.

Bresslau, in Wiponis Opera, p. Lo Monaco, in Carmina Cantabrigiensia , p. Bresslau, Wiponis Opera, che contiene, alle pp. Die Cambridger Lieder, p. Bulst Carmina Cantabrigiensia , p. It emphasises the structural and metapoietic aspects of the poem through the analysis of beginning and epilogue of the first book 1, ; Introduzione Il De hortis Hesperidum sive de cultu citriorum2 si presenta come un poema in due libri costituiti rispettivamente di esametri il primo e di il secondo.

Nel De hortis Hesperidum, infatti, si rintracciano varie componenti: De principe vero tuo illustrando, bonam tibi promittere voluntatem possum; verum quid promittat, cui nihil omnino est, quod det in penu? Non deero tamen virtutibus fortissimi ac magnanimi Ducis De hortis Hesperidum11 E ancora in una lettera del 13 novembre di quello stesso anno, ribadiva al Gonzaga: Ho alcune cose dedicate al vostro nome, ma le cose de ingenio hanno bisogno de multa et longa limatione.

Et venire sospites vos ac valenteis est diis quod agam gratias et mihi congressio istaec vestra grata est admodum ac periucunda. Heus autem, pueri, situlam capite et frigidamque haurite e puteo. Vos, boni hospites et nostrum, ut video, - peramantes, refrigerate manus limpidissima hac et frigentissima, abluite et ora et oculos. At vos molluscas illas sive nuces, sive persica poma, sive Terentina huc afferte. Sumite, iucundissimi viri, has nostris de insitionibus fruges et sitim sedate atque aestus nostrarum e liquore vitium, quae nobiscum consenuere: Agite, igitur, haustillate, penuli nostri: Mihi credite, refrigeratione ex ipsa laudabitis iuveniles nostros excolendis iis labores operasque pro rusticae rei institutione colendique arbusti praeceptis impensas.

Agite, optimi viri, iterate sorbillatione et conquiescite post desudatos labores apud hospitem benevolentem et peregrinari consuetum La modestia con la quale il vecchio Maestro presenta la frutta e il vino del suo podere cede poi il passo ad un vero e proprio vanto: Ariadnam uxorem mortuam alloquitur. Et patiare igitur, fessam miserata senectam, Ludere me gelidi florida ad arva Padi, Ludere me placidos Sebethi ad fluminis hortos, Et canere: In questa prospettiva, la dedica a Francesco Gonzaga, relegata nel poema ai versi del primo libro; e ai vv.

La stratificazione di aitia inventati o rinnovati sul fulcro di antichi miti caratterizza anche lo sviluppo narrativo del secondo libro, con un tipico intreccio di parti a contenuto mitico e parti a contenuto strettamente didascalico Anche in questo libro, infatti, in una struttura quasi aritmeticamente scandita, le parti a contenuto etiologico si alternano a quelle a contenuto botanico, fornendone un supporto e una legittimazione su una dimensione favolosa e puramente narrativa.

E riceveva ulteriore legittimazione in relazione alla geografia del Regno di Napoli anche dalla letteratura immediatamente antecedente, in cui si ritrovano attestazioni della diffusione del cedro e degli agrumi in quel territorio. Luxurient Veneris myrtus in litore salso, Atque comant semper fronde virente comas. Medica Caiete scopuloso in litore poma Crescant. Iudeus balsama rara colat. Mura, nefas, pulcrum sub pectore servet Adona Ac electra gemens det quasi parturiat Progredienti tibi Terracina nunc, olim Anxur, primum aderit, mox Caieta, nutricis Enee nomen servans ubi, quo prosperior navigatio sit, sacrum Erasmi tumulum adire ne pigeat, cuius opem multis iam in maritimo discrimine profuisse opinio constans est.

In hoc tractu Formie seu Formianum et Liternum sunt I ; Ercole approda — secondo una serie di fonti ad esempio, Strab. V 4, 6; Prop. Itaque dum haec considero, ignorantiae me ipsum et accuso et damno, cum mihi ipsi hac in parte nullo modo satisfaciam ac praesertim videam Iovianum, qui conciliationi huic nostrae praesidet, locuturum de citriorum natura, ut de arbore peregrina, ut de cultu a nemine tradito, coepisse a loco unde in Italiam advecta fuerat ac de arboris ipsius primordiis quanquam fabulose, poetico tamen more tradidisse, ne ante de cultu eius praeciperet quam quae et qualis esset arbor ostendisset Una imitazione che si realizza come ricezione attiva del modello delle Georgiche, ricezione che determina da parte del Pontano scelte innovative esercitate anche a livello strutturale.

La complicata apostrofe vv. Vos o, quae liquidos fontes, quae flumina, nymphae Naiades, colitis, quae florida culta, Napaeae, Deliolosque hortos et litora cognita Musis, Quae colles baccho laetos flaventiaque arva Messibus ac summi curatis rura Vesevi, Quo solem vitetis iniqui et sideris aestum, Hac mecum placida fessae requiescite in umbra Gratorum nemorum, Dryades dum munera vati Annua, dum magno texunt nova serta Maroni E molli viola, e ferrugineis hyacinthis, Quasque fovent teneras Sebethi flumina myrtos: Ergo agite, et virides mecum secedite in umbras, Naiades, simul et sociae properate, Napaeae, Quaeque latus tyrio munitis, Oreades, arcu Ad esempio, sul versante dei recuperi testuali, al v.

La porzione finale di questo proemio vv. O facilis felixque veni, dea: Me per apertos Aeris immensi campos summoque vagantem Aethere, mox toto numerantem sidera coelo Duxisti, legesque deum atque arcana docenti, Illarum et relegis series et fata recludis, - Atque ipso rerum causas deducis olympo.

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Ocia nunc hortique iuvent, genialiaque arva, Quaeque et Amalpheae foecundant litora silvae, Citrigenum decus, Hesperidum monumenta sororum, Delitiae quoque et ipsa tuae. Peneia Phoebum Delectent Tempe fraternaque pectora lauri; Te sebethiacae capiant nemora inclyta citri, Et quas nostra suo colit Antiniana recessu.

En manet irriguum te blanda Patulcis ad amnem Il poeta richiama la sua dea e la coinvolge in un rituale in omaggio a Virgilio, vates sacer, che non a caso ha molti punti di contatto con riti simili celebrati per Virgilio nel corso del poema astrologico Urania Inoltre, non mi sembra un caso che nei vv. Ac de textilibus pendentia citria ramis; Citria, quae semper visu mirabile vernum Spirant flore decus, semperque nitentia gratis Floribus ac foetu aeternaque virentia fronde, Citria Amalphaeis latebra haud incommoda nymphis Il passaggio al v.

La movenza successiva ai vv. La dedica a Francesco Gonzaga vv. E non si sottrae il poeta alla citazione virgiliana, pure se dissimulata e acconciata: Il riconoscimento da parte del Pontano di Francesco Gonzaga come vincitore dei Francesi nella sanguinosa battaglia sul Taro sembra non tener in alcun conto la reale situazione storica che di quella vittoria mise in dubbio fortemente il valore; in ogni caso la celebrazione assume toni epici soprattutto per la clausola del v.

I versi di Virgilio - suggeriscono al Pontano il raffronto con il lauro e il principale elemento di differenza tra i due alberi, entrambi sempreverdi, nel profumo che emana durante la fioritura degli agrumi La porzione della metamorfosi si apre con il compianto di Venere sul corpo del giovane Adone: Moerebat puero extincto, lugebat amantem Scissa comam, et lacrimis humebat terra profusis, Humebant lauri, quarum frondente sub umbra Et positum ante pedes lamentabatur Adonim Et, se oblita deam, tundebat pectora palmis. Ut vero sese dolor et gravis ira repressit, Ac veterum admonuit Daphne Peneia amorum: Ambrosio mox rore comam diffundit et unda Idalia corpus lavit incompertaque verba Murmurat ore super supremaque et oscula iungit.

Ambrosium sensit rorem coma, sensit et undam Idaliam corpus divinaque verba loquentis; Haeserunt terrae crines riguitque capillus Protenta in radice et recto in stipite corpus, Lanugo in teneras abiit mollissima frondes, In florem candor, in ramos brachia et ille, Ille decor tota diffusus in arbore risit; Vulnificos spinae referunt in cortice dentes, Crescit et in patulas aphrodisia citrius umbras. Colligit hinc sparsos crines dea, mandat et altae Telluri infodiens, tum sic affata: Dal testo greco potrebbe derivare anche il gesto della dea di baciare il corpo del giovane: Il modello ovidiano, Met.

In questo gioco di riprese annunciate il poeta pone una sorta di vera e propria sphraghis al v. Il cedro assume qui un rilevante valore simbolico, carico di intenti metapoetici. Discolor at positis variatur lana canistris, Coerulaque viridisque alboque insignis et aureo. Coerula dum digitis intorquent fila virensque Subtegmen neitur, stipes se subiicit, alti In latum pandunt rami et nova provenit arbos, Ac sensim patulis adolescit frondibus umbra Sono molteplici le analogie tra il testo poetico neolatino e il testo classico: Entrambi i poeti ritraggono le dee mentre passano i fili per bocca e levigano il filato: La scena in entrambi i poeti si snoda in due parti: Il Pontano leggeva esat - tamente questo nei versi di Bione e poteva certo comprenderne la fitta serie di allusioni ai risvolti del mito alla luce di fonti mitografiche accreditate come Macrobio Sat.

Questa prima sezione ha carattere prescrittivo: Atque hinc candentis deducunt vellera lanae Divinumque labris stillant fragrantibus himbrem, Stamina quo intincta et fusi simul omne volumen In flores vertuntur, opacaque silva nitescit Candore et viridi miscent se ebora indica gemmae Aemulaque assyrios spirant pomaria odores Ipsae autem tenerum solantur voce laborem: In una struttura scandita su precise corrispondenze, nel canto delle Parche alla nascita magica dei fiori profumati segue ai vv.

Il canto prescrittivo, che fa seguito al modellamento dei frutti, vv. Tum Parcae auspicio cecinerunt omnia laeto: Assiduum referant frondes ver, aemulus aurum Foetus et argento niteat flos concolor albo Corrispondenza di Giovanni Pontano segretario dei dinasti aragonesi 2 novembre gennaio , a c. Figliuolo, Battipaglia, Laveglia e Carlone, Dispacci Sforzeschi luglio , a c. Senatore, Napoli, Carlone editore, Addesso, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, Marineo, Aragoniae veterum primordia regum: Pridie Calendas Maias, Poesie inedite di Antonio Beccadelli detto il Panormita, a c.

Petrarca, Itinerarium ad sepulcrum domini nostri Ihesu Christi: Bausi, Firenze, Leo S. Pontani, De amore coniugali: Pontani, De amore coniugali, in Carmina, II, pp. Pontani, De hortis Hesperidum, in Carmina, I, pp. Risicato, Lucani, in aedibusThesauri Mundi, Pontani, Eridanus, in Carmina , II, pp. Pontani, Meteororum liber, in Carmina , I, pp.

Pontani, Urania, in Carmina , I, pp. Previtera, Firenze, Sansoni, Tateo, Roma, Bulzoni editore, Garzya, Napoli, Accademia Pontaniana, , pp. De laboribus Herculis, edidit B. Ullmann, Turici, in AedibusThesauri Mundi, Arcadia di Jacobo Sannazaro secondo i manoscritti e le prime stampe, introd. Vecce, Roma, Carocci, Severi, Bologna, BUP, Politica, economia, cultura, arte. Internationales Symposion zur Italienischen Renaissance des Francesco Pucci, in Corfiati, C. Percorsi di ricerca, Bari, Carocci Editore, pp. Viterbo, settembre Roma, settembre , Roma, Centro culturale agostiniano-Roma nel Rinascimento, pp.

Lo spettacolo in Italia nel Quattrocento, Guarino, R. Pontano, in Santoro, M. Gli agrumi e il territorio campano nella letteratura umanistica, in Valenti R. Napoli nella letteratura umanistica, in Germano La costruzione della genealogia di un condottiero rinascimentale, in Rossi , pp. Pontanos De hortis Hesperidum sive de cultu citriorum und seine Beziehung zu Catull, in Baier , pp. Itinerari umanistici e altri percorsi.

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Ricerche e Studi, Firenze, Sansoni. Studi letterari in onore di G. Santangelo, Palermo, Palumbo, pp. I canti di Penteo Dionisiache Per una storia della diffusione degli agrumi nel Mediterraneo, con particolare attenzione per la Campania rimando a Furia La statua era stata commissionata ad Andrea Mantegna, che fu attivo presso la corte di Mantova dal fino alle prime battute del XVI secolo con incarichi di grande prestigio: Nativo di Fondi, fu discepolo di Agostino Nifo e fu stimato poeta: Su questo umanista rimando a Miletti Su, ragazzi, prendete la secchia e attingete acqua fredda dal pozzo.

Voi, buoni ospiti e, per quanto mi risulta, a me molto affezionati, rinfrescate le mani con questa acqua limpidissima e freschissima, lavate volto e occhi. E voi portate qui quelle noci dal mallo tenero, o le pesche o anche le pere di Taranto.

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Prendete, amabilissimi uomini, questi che sono il frutto dei nostri innesti e placate la sete e il caldo col liquore delle nostre viti, che insieme con noi sono invecchiate: Su, dunque, sorbitene a piccoli sorsi, cari giovanotti miei: Valencia, Biblioteca Universitaria, ms. In proposito Tufano , pp. Della cura del giardino condivisa con la moglie il poeta parla, ad esempio, in De amore coniugali 2, 4 Laetatur in villa et hortis suis constitutus , vv. Monti Sabia da Pontano, Poesie, p. Il fiume fu oggetto di un vero e proprio processo di mitizzazione da parte dei poeti napoletani, come Gabriele Altilio e Jacopo Sannazaro.

Monti Sabia, , pp. Mi limito qui a fornire alcuni esempi. Scherillo, Introduzione a Sannazaro, Arcadia , p. La lettera si legge in Corvisieri , p. Coppini ; per la costruzione del mito di Napoli in epoca aragonese: Iacono ; Germano bis. Crescano i pomi della Media sullo scoglioso lido di Gaeta. Il giudeo coltivi pure essenze rare. Il dattero scaturisca dal nudo tronco della palma e grandi pomi facciano piegare i rami del cedro. Erasmo, il cui aiuto, per opinione diffusa, ha tratto molti dai pericoli del mare.

Qui la costa si fa sinuosa e si apre un golfo ampio di mare con boschetti di lauri e di cedri e selve odorose e profumate di piccoli arbusti sempre verdi. Il Marineo nella sua opera propone una singolare etimologia del nome Aragona, facendolo derivare dai giochi Agonales istituiti da Ercole in occasione della conquista della penisola iberica e indica peraltro nel suo maestro, Pomponio Leto, la fonte stessa di questa singolare proposta: Marineo, Aragoniae veterum primordia regum, c. Ringrazio qui Paola Caruso per avermi indicato questa fonte letteraria di grande valore documentario.

Su di lui cfr. Abile oratore compose anche carmina. Su di lui Santoro ; Corfiati , pp. In proposito Monti , pp. Ecco dal suo stesso fonte e col capo cinto di canne e di frondosi ontani il Sebeto mostrando dal suo antro splendente le acque stillanti e le volte verdeggianti di muschio suscita dal suo capo aure rasserenanti, con cui mette in fuga il sole e difende i salici dalla vampa.

Ecco dai sommi colli Uranie lieta si offre alla vista: Oh benevola e felice vieni, dea: Ora ci aggradino gli ozi e i giardini e i campi ameni e le selve di Amalfi che rendono fecondi i lidi, vanto nato dal cedro, monumenti delle sorelle esperidi, delizie anche tue proprie. Tempe sacra a Dafne e i cuori fraterni del lauro dilettino Apollo, te accolgano invece i boschi famosi del cedro sacro al Sebeto e di quelli che coltiva la nostra Antiniana nel suo ritiro.

Per la traduzione vd. In proposito rimando alle argomentazioni di Pietro Summonte in risposta ad una lettera del Colocci: Ancora si rintraccia tale accostamento in un Epitaphium del Panormita Panormita, Poesie, pp. Cresce il cedro di Venere sviluppando ampie ombre. Per il riutilizzo pontaniano di Teocrito, soprattutto sul versante delle Eclogae: Palumbo Stracca , pp. Tu tamen amisso non numquam flebis amico: In proposito si veda Papanghelis , pp. In particolare, nel Melisaeus vv. Pontano saluta la moglie e il lauro da lei un tempo piantato nel loro orto. Ora, gratissimo, il lauro ripaga il favor con favore, esso che serba ancora i sensi della ninfa.

Salva, ancora una volta, insieme col lauro, o mia sposa, e tu lauro con lei, pari per fronde e gloria. Presso cedri annosi il Pontano si rappresenta nel Melisaeus mentre piange la moglie morta vv. Joan Domenge Mesquida che mi ha fornito questa indicazione e la relativa bibliografia. Va sottolineato il fatto che la definizione contenuta in questi versi del Pontano del cedro come albero simbolo di magnificentia ebbe successo, fino a divenire una insegna istituzionale di rango principesco e regale: Molza, Elegiae, 3, 2, , pp.

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E detto questo schiusa la bocca egli morse insieme la bocca e le labbra della madre. Mentre Venere trucca il collo e il volto per le nozze e mentre Amore atterrisce con il suo arco i semidei del mare e minaccia mare e onde, nel frattempo le Cariti prepararono i doni di limoni da recare in dono alla sposa. In particular, a new datation is suggested for the Oratio in laudem Urbis Romae, wich was composed in the year not in , as in DBI ; this date is deduced from the prefatory letter; the letter is published with an italian translation. A Roma Zanobi Acciaioli fu professore di lettere umanistiche presso lo Studium e dal direttore della Biblioteca Vaticana.

Grazie a questa competenza specializzata produsse infatti varie traduzioni, tra le quali quelle di Eusebio Contra Hieroclem , di Olimpiodoro In Ecclesiasten Salomonis Enarratio e di Teodoreto di Cirene Graecarum affectionum curatio e De providentia. Tra questi, spiccano due orationes che incrociano il genere della laus civitatum. Frater Zenobius Acciaiolus ordinis praedicatorum reverendissimo in Christo patri ac domino domino Iulio sancti Laurentii in Damaso presbytero Cardinali de Medicis domino suo, salutem dicit.

Amplissimus pater sancti Sixti cardinalis antequam legatus in Germaniam ex urbe discederet, orationem mihi imposuit in laudem Romae Urbis, quam de more in conspectu nostrorum patrum populique Romani ultimo comitiorum die proferrem. Sed cum de urbe Roma, tacere satius multo sit quam pauca dicere tantis se spatiis oratio nostra effudit ut amantissimus mei pater idemque prudentissimus dempto mihi pronuntiandi labore ne quo auditores fastid o gravarentur satis duxerit, eam typis excussam subiici legentium oculis. Quod celeberrimos quoque oratores Isocratem atque Aristidem de longioribus suis panegyricis curasse aiunt.

Hanc vero tibi pater amplissime nuncupavi ut qui disputantes nostri ordinis patres tua presentia honestare dignatus es aliquid etiam servuli tui Zenobii lectitares, ipseque ad hoc demum initio partem aliquam mei erga te officii iam persolverem. Quia vero te philosophicis quoque rebus argutisque theologiae quaestionibus oblectari animadverti, polliceor me tibi in eo quoque genere dicaturum brevi esse quod pro tua benignitate ingratum fore tibi, non putem.

Interim vero dum id qualecumque est parturimus hanc quaeso orationem quo me solus placidissimo vultu aspice ac perpetuum vale servuli tui memor. Fratris Zenobii Acciaioli Ord. Oratio in laudem urbis Romae, [Roma, Giacomo Mazzocchi, ? Opere collettive, Dizionari, Enciclopedie EI: Le edizioni italiane del XVI secolo. Censimento nazionale, I, Roma Jedin, VI, Riforma e Controriforma. Intanto, mentre diamo alla luce questa cosa, come che sia, ti prego, guarda questa orazione con quel volto tanto benevolo con cui solo tu mi guardi e stai per sempre in salute, memore del tuo misero servo. Dato in San Silvestro di Montecavallo, il 26 maggio XVI A 1 1 Encomiastic poetry belongs to one of the most underestimated and neglected genres within the wide field of Neo-Latin literature.

Philologists have only recently started to pay increased attention to texts from this enormous corpus, and to fully tap the potential of this genre. Opening new approaches to Neo-Latin poems of praise means overcoming the persistent literary aesthetics of previous centuries that rejected these compositions, pointing to their allegedly repetitive and rhetorical character. Such poetry hardly lived up to the postulation of a classicistic ideal that was only reached by the greatest humanists of the Renaissance. At the best, it was of partial interest as a historical source2. These aesthetics originating in the 19th century have also affected the research on the encomiastic verses left by the Italian humanist Giovambattista Cantalicio c.

It does not lack empty apostrophes and rhetorical reminiscences of mythology. At the same time, it has the abundance of language particular only to the great humanists [ Indebted to the aesthetics of classicism and originality, such approaches showed little interest in understanding encomiastic poetry from its original context of production. However illustrating these aspects is crucial for our understanding of how such poems came into being. It offers a case study illustrating the strategies this poet applied to quickly seize a transient window of opportunity for dedication. Allowing for the historical context in which this manuscript was finished and dedicated, it will shift the focus towards the crucial skills needed to smooth the way to patronage.

Born as Giovambattista Valentini in the s, the author of the manuscript XVI A 1 became known under the name Cantalicio referring to his hometown Cantalice. His biography is mostly known in fragments that draw the image of an itinerant humanist. After decades of short-term engagements at courts and in cities all across Italy, he was appointed bishop of Atri and Penne in Cantalicio died in , leaving a considerable number of works mostly consisting of encomiastic poems dedicated to prelates and potentates4.

The primary trigger for this process was a joint edition by Liliana Monti Sabia and Giuseppe Germano. In , Germano published a new set of poems of Cantalicio, including the De secessu ab Urbe Leonis X Pontificis Maximi describing a curial hunting party6. Ruth Monreal and Gianluca del Noce have recently published articles on his Feretrana, a panegyrical poem Cantalicio dedicated to the young duke of Urbino, Guidobaldo da Montefeltro 7. In , del Noce announced an edition of this text8.

While recent scholarship has improved our knowledge about texts Cantalicio presented as dedicated manuscripts, the chronology and history of the manuscript containing almost all his poetic production has remained unclear. In the first article following the donation, Benedetto Croce presented this manuscript comprising more than folios and edited smaller portions of it Based on a cursory analysis, Croce dates the codex to the time around In an article published sixteen years later13, Antonio Altamura argues that Cantalicio completed this vol - ume between and , however he does not provide any supporting evidence for this claim.

Around this time, Altamura states, the poet dedicated it to the Cardinal of Santa Croce in Gerusalemme, Bernardino de Carvajal, who is the dedicatee of the opening cycle of poems f. After the first pages had been cut from the manuscript, seventeen pieces of this cycle in elegiac couplets and hendecasyllable have come down to us. The codex is generally considered an autograph Regarding its purpose, Croce argued that the poet originally used it to collect his poetic production after a first edition of his poems appeared in Altamura however pointed to the fact that parts of this printed work also reappear on the folios of the Naples codex To this purpose, she introduced an important passage from the opening cycle of poems dedicated to cardinal Carvajal into the dating debate At the end of the first poem of this codex, Cantalicio addresses his dedicatee: Receive, o venerable prince, our work, and please read with a gentle heart whatever it may be.

In both conclaves, Carvajal counted among the favorites. The perspective of this cardinal becoming the new pope, Monti Sabia argues, provided the ideal window of opportunity to dedicate this poem. She explicitly excludes that Cantalicio could have written the poem earlier than the summer of , when the previous pope and his former protector, Alexander VI, was still alive, or later than , when Bernardino de Carvajal opposed Julius II by convoking the schismatic Council of Pisa and eventually became a persona non grata Based on this chronological hypothesis, Monti Sabia proposes an explanation of how the entire manuscript XVI A 1 came into being: Around the death of Alexander VI in , Cantalicio was working on a poem dedicated to Carvajal, who had a good chance of becoming the new pope.

This undedicated cycle, Monti Sabia argues, became the first piece of a growing volume in which the poet kept personal copies of his compositions. As they stretch over the first decade of the Cinquecento, she concludes, the poet must have retained the manuscript, and continued to add new layers to it until his death in After his death, the entire manuscript passed on into the hands of a younger relative, whose hand left a poem on cardinal Carvajal on the last page of the codex fig.

The text itself holds great potential for solving this question, however Monti Sabia has left much of this untapped. A close reading of that text, the results of which are presented in this paper, will demonstrate that both the chronology and the history of codex A XVI 1 have to be revised, with surprising results. This title refers to the bishopric of Sabina, which Carvajal only received on 28 March The title of Sabina provides an unmistakable terminus post quem that excludes dating the cycle of poems earlier than With the help of another composition entitled How long he has been in Italy since he was created cardinal: Three lustra joined with one trieteris have already passed, since Rome first witnessed you among the red circle.

May Rome fill up your remaining years in the Vatican: My mind has revealed to me that these things will happen for sure As he had received his red hat from the hands of Alexander VI in September , poem indicates that the time in question lies in the period between September and September A closer look at the role Carvajal played in church politics at that time reveals that Cantalicio must have chosen an extraordinarily tense yet promising historical context to dedicate his work.

With a document dating 16 May , Carvajal and a group of cardinals had called a schismatic council against Julius II that was scheduled to start in Pisa on 1 September In the summer of , it seemed that his pontificate was nearing its end; the Papal State was open for invasion. In addition, the weakened Pope once more suffered an attack of fever, which this time seemed to be terminal However this window of opportunity would only remain open for a few months: Due to considerable delay and moderate response, the beginning of the Council had to be postponed to 1 November It was only on 30 October that Carvajal and the rebellious cardinals under his leadership reached Pisa They were received with reservation, even hostility, which was reinforced by the latest news from Rome A week before the rescheduled Council of Pisa was supposed to begin on 1 November , Julius II deposed and excommunicated Bernardino de Carvajal and most of the schismatic cardinals in the consistory of 24 October , depriving them of all their ecclesiastical possessions After Julius resorted to the extreme step of excommunication that month, the star of the ambitious leader of the Council of Pisa started sinking.

The council, which became known under the derogative diminutive of the conciliabulum Pisanum, failed shortly after. The rebellious cardinals were forced to move the council from Pisa to Milan, and eventually fled to France From these observations the context of dedication clearly emerges: Cantalicio must have seized the short but favorable period between September and October , when the Council of Pisa entered into its decisive phase. This was the time when Carvajal once more became papabile after having been a cardinal for eighteen years.

While there can be little doubt about dating the opening cycle of poems, its relationship to the remaining pages of the manuscript needs further discussion. A codicological analysis further illustrates the question how the manuscript came into being. The original opening pages have apparently been stolen. The headlines of the first remaining pages, which contain the open - ing poems on Carvajal f. The rest of this cycle f. The same holds true for all the remaining folios of the codex. This considerable difference in decoration suggests that these layers were created for different purposes.

On this basis, I suggest that in , Cantalicio resorted mainly to material that had been created previously. There's a problem loading this menu right now. Learn more about Amazon Prime. Get fast, free shipping with Amazon Prime. Get to Know Us. English Choose a language for shopping. Explore the Home Gift Guide. Amazon Music Stream millions of songs. Amazon Advertising Find, attract, and engage customers.

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